Una canzone gay
26 Febbraio 2008Ecco una ghiotta opportunità per spostarsi dal marketing di nicchia, così tecnicistico e criptico, ad argomenti più leggeri, come lo spettacolo e il costume.
Almeno apparentemente. Perchè la scelta di Anna Tatangelo (o di Gigi D’Alessio, suo compagno e autore della canzone) di parlare di un amico gay a Sanremo un obiettivo lo ha certo raggiunto ben prima dell’esibizione sul palco dell’Ariston: la cosiddetta notiziabilità, che se non è marketing ne è parente strettissimo.
Perchè parlare di un gay in una canzone oggi (2008) fa notizia? Per svariati motivi, il primo dei quali è sicuramente la cornice istituzional-popolare di San Remo, che bene si presta a rappresentare metaforicamente il perbenismo di facciata di un paese che fatica a proiettarsi nel presente…del futuro non ne parliamo!
Inoltre c’è da dire che in generale nei testi, aldilà di San Remo, la tematica degli amori o delle amicizie gay non è così frequente nemmeno tra artisti dichiaratamente o palesemente omosessuali: ricordo un “Amori diversi” di qualche San Remo fa, di Grazia Di Michele e Rossana Casale, che però smentirono di aver dedicato la canzone ad una relazione lesbica. Di solito, quando anche l’ambiguità c’è, ci si tiene sul generico, senza declinare al maschile o al femminile, lasciando all’ascoltatore la possibilità di identificarsi, e la cosa non sorprende se pensiamo che persino un’artista come Renato Zero non ha mai -legittimamente, s’intenda- dichiarato il proprio orientamento.
Infine è curioso che sia un cultore della tradizione neo-melodica come Gigi D’Alessio a sdoganare in qualche modo il tema: sarebbe stato più lecito aspettarselo da qualche rocker di casa nostra, una Gianna Nannini in primis, ma anche un Vasco, un Ligabue o qualche nuova band. Anche questo fa notizia, e credo sia un segno positivo, dato che D’Alessio parla ad un pubblico tendenzialmente tradizionalista e/o giovanissimo specie del Sud.
E ora arriviamo alla domanda di marketing: i gay apprezzeranno? E “l’amico” di Anna comprerà il suo disco? A giudicare dai forum in rete -dove l’argomento naturalmente impazza vedi ad esempio www.gay.it – le critiche riguardano la parte del testo in cui si fa riferimento “al trucco sul cuscino”, indicativo, secondo i più, di una visione stereotipata e caricaturale dei gay che “si truccano”. (In realtà, a parte i casi delle drag queen, tendenzialmente i gay si curano molto ma non si truccano, probabilmente sono di più gli etero che lo fanno). La maggioranza degli omosessuali sembrano comunque apprezzare anche il fatto che se ne parli.
Questo apprezzamento si tradurrà in vendite del disco? L’acronimo AIDA si completerà efficacemente? L’Attenzione c’è (della canzone si parla da molto), l’Interesse pure (nei media e tra il pubblico in questi giorni), mancano la Decisione (vediamo se vi saranno campagne pubblicitarie su mezzi gay) e l’Acquisto.
Secondo me comunque il disco avrà un buon riscontro nel target, per vari motivi, che vanno aldilà del testo di questa canzone.
In primis Anna Tatangelo ha comunque tutti i crismi per essere un’icona gay: è sexy, ma allo stesso tempo è infantile, un mix quasi “manga”. Sembra una ragazzina, ma si atteggia a pantera. E’ bella, ed ha una gran voce, che piacciano o no le sue canzoni. E’ trendy e cool, ma italianissima. Altre icone gay? Madonna e Mina, prime fra tutte, poi la Bertè, Britney Spears, che i gay adorano, la Raffa nazionale, naturalmente, e moltissime altre. Il tratto comune è una femminilità caricaturale, allo stesso tempo supersexy e fumettistica, quasi carnevalesca, che infatti viene iper-realizzata dalla drag queen.
Altro aspetto importante: gli omosessuali tendono a spendere di più per film e musica, quindi strizzare l’occhio a questo target aumenta le probabilità di vendita a prescindere.
Infine, con il traino di questa canzone è probabile che all’amico di Anna, mentre si strucca
, faccia piacere sentire il CD, rigorosamente originale, prima di addormentarsi, per sentirsi meno solo….
Pubblicato da mercatogay
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