Sui cosiddetti mutui gay

5 Marzo 2009

A proposito di banche e gay: molto bello lo spot di questa banca argentina, una banca in grado “di cambiare”, addirittura come il sesso di un(a) sua cliente.

Ma qui in casa nostra e’ la banca BHW ad avere cambiato, forse impercettibilmente,  ma comunque piu’ di molte battaglie politiche, la percezione concreta della “coppia omosessuale” .

Mi riferisco alla notizia di ieri:  la banca tedesca BHW, da poco approdata sul mercato Italiano,  intende offrire mutui con spread agevolato anche alle coppie gay.

Ne hanno parlato tutti, dal Corriere a Repubblica a Panorama, dai principali medium gay. come Gay.it, ai piccoli, ma vitalissimi blog queer, alle associazioni (Arcigay).
Da parte di BHW: mossa di marketing fondata su analisi obbiettive o  semplice mossa pubblicitaria molto azzeccata da parte della banca?

E,  lato comunicazione/media,  giusto rilievo dato ad una notizia importante, o eccesso di clamore?

Dal punto di vista del marketing si tratta sicuramente di una iniziativa intelligente.

Gli omosessuali, con una disponibilita’ economica maggiore della media, tendenzialmente senza prole, sensibili ai riconoscimenti nei conforonti dei loro diritti, sono un ottimo target e credo apprezzeranno.

Sulle intenzioni reali dell’azienda credo di poter portare la mia piccola testimonianza dopo aver sentito i responsabili markting della banca, che sono in realta’ i primi ad essere molto sopresi da tutto questo clamore.

Le loro parole, che riporto informalmente, tendono in realta’ a ridimensionare la notizia.

Infatti, affermano, BHW ha semplicemente equiparato le coppie omosessuali ad altre persone appartenenti ad altre categorie convezionate che richiedono mutui , ossia alle quali la banca intende rivolgersi con una proposta vantaggiosa, o competitiva sul mercato.

Soprassiedo qui sulla comparazione tecnica delle varie offerte di mutui italiani, con o senza convenzione, con o senza vantaggio, per capire se davvero BHW offra davvero un prodotto innovativo o conveniente oppure no, sono questioni tecniche e poco interessanti.

Mi limito a citare le disarmanti,  e illuminanti (sul ritardo dell’Italia), parole di uno stupito manager di BHW:

“Siamo davvero sorpresi che una semplice questione di buon senso, che prendevamo per scontato passasse inosservata, dato che in Germania cosi’ e’ stato, faccia cosi’ tanta notizia in Italia”.

Ma non eravamo in Europa anche noi?

Ecco al riguardo l’intervista a Panorama del direttore di Gay.it Alessio De Giorgi.


da La Repubblica: Pubblicità on line in crescita un settore che sfugge alla crisi

6 Novembre 2008

Grande ottimismo fra i 6.000 operatori allo Iab Forum di Milano. Un mercato che secondo le previsioni nel 2009 farà un +20%

Comodo per gli utenti, poco costoso per gli inserzionisti pubblicitari
di GABRIELE DI MATTEO

Pubblicità on line in crescita un settore che sfugge alla crisi

C’è molta euforia tra i 6.000 operatori che aderiscono alla seconda giornata dello Iab Forum di Milano. Si parla del futuro della pubblicità on line e, di telefonino in telefonino, corre una sola frase: “Obama ha vinto le elezioni grazie a Internet”. Un talismano, che gli addetti ai lavori agitano per scacciare i fantasmi della crisi che, per fortuna, sul comparto della pubblicità online non pesa più di tanto. “Il nostro mercato crescerà del 20% nel 2009, raggiungendo un miliardo di euro. Lo spazio per crescere esiste: in Inghilterra i soldi investiti sul web dalle aziende rappresentano il 18% del mercato (in Italia siamo al 7,5%)”, sottolinea Layla Pavone, presidente Iab Italia, che mostra la forte adesione delle imprese al Forum 2008, +35% sull’anno scorso.

Luca Colombo di Microsoft Online, certifica la crescita del mercato: “Il nostro Windows Live Messenger ha raggiunto a settembre un picco di 13,7 milioni di utenti e sul nostro network le pagine viste sono state ben due miliardi”.

Ma quali sono le ragioni di questa tenuta in tempi di crisi? Dice Pierpaolo Zollo del sito confronta-prezzi Kelkoo: “Il web tira perché gli utenti già cercano online i regali di Natale per spendere meno, informarsi, e non mettersi in coda nei centri commerciali”.

“L’interesse per il web è stato in parte riacceso anche dalla case history di Obama, che ha confermato la forza vincente della rete” dice Francesco Barbarani di MySpace Italia. Ma oltre al “turbo” Obama c’è anche un aspetto positivo che, a sorpresa, scaturisce dalla recessione. Lorenzo Montagna di Yahoo Italia legge la crisi come un’opportunità: “Internet si sta rivelando un ottimo media per chi vuole continuare a investire in comunicazione, senza spendere cifre enormi. Con costi molto accessibili la grande rete permette alle industrie di raggiungere copiose audience: il nostro Answers, che offre risposte su qualsiasi tema, ha sette milioni di utenti, solo in Italia”.

Altra parola-chiave dello Iab Forum 2008, che si conclude oggi con gli spazi dedicati alle grandi aziende, è: “contenuto gratis”. Citando “Free”, il nuovo libro del guru californiano Chris Anderson dedicato ai “prodotti gratuiti” online, Walter Hartsarich, presidente di Aegis Media Italia, ricorda: “Il modello di business di Internet è la pubblicità interattiva nelle sue svariate forme. Un grande portale di news come Repubblica.it, può offrire contenuti gratuiti a fronte delle inserzioni pubblicitarie ricevute”.

Anche il sottosegretario alle Comunicazioni Paolo Romani ha fatto un po’ l’americano definendo Internet “il grande driver dello sviluppo industriale anche per le piccole e medie imprese”.


Shhhh…parla ANNA!

12 Marzo 2008