Quale sarà l’azienda più gay-friendly del 2010?

12 aprile 2010

La IGLCC, Camera di Commercio Gay e Lesbica Internazionale rappresenta 55 milioni di dipendenti, titolari di aziende e clienti di tutto il mondo e anche quest’anno ha invitato le principali aziende internazionali a partecipare all’indagine condotta da IBEI (International Business Equalty Index) con lo scopo di individuare quali di queste gestiscano al meglio le tematiche relative alla comunità lgbt. L’IBEI è lo strumento che serve a comparare la gestione delle aziende ti tutto il mondo nei confronti della diversità. Dai risultati IBEI 2009 sono emersi i seguenti risultati: ai primi tre posti, si sono meritate l’ammirazione della comunità lgbt mondiale la BT Group, IBM e The Dow Chemical Company.

Così Pascal Lépine, presidente fondatore e segretario ha commentato l’iniziativa e l’entusiasta partecipazione delle aziende al progetto: «Il grado di coinvolgimento e l’alta caratura delle imprese che hanno partecipato all’IBEI 2009 ci hanno fornito la motivazione necessaria per rendere questa iniziativa ancora più completa e approfondita. Dopo attente riflessioni e grazie al feedback costruttivo fornito dai primi partecipanti, siamo in grado di confermare che questa è tra le più importanti iniziative mai lanciate per promuovere la diversità lgbt nel mondo del lavoro. – Ed ha aggiunto – La leadership dei partecipanti all’edizione 2009 ha già evidenziato che il principio della diversità lgbt si sta imponendo e che si sta conquistando sempre più uno spazio nel mondo del lavoro, portando con sé cambiamenti positivi. Dall’altro lato, l’indice ha mostrato che le aziende potrebbero sfruttare molto meglio il vasto potenziale rappresentato dalla comunità internazionale lgbt. Non vediamo l’ora di verificare con esattezza i progressi che siamo riusciti a ottenere rispetto al primo IBEI».

Il 15 maggio scadrà il tempo utile per completare il sondaggio ed i nuovi risultati saranno resi noti nella confernza stampa internazionale che si terrà il prossimo 10 giugno ad Amsterdam, all’interno del terzo congresso annuale dell’IGLCC. Seguirà un incontro con le aziende che hanno preso parte al sondaggio per discutere il tema dell’uguaglianza nei confronti della comunità omosessuale.


Nuova Mercedes Classe A….o Classe L ?

20 giugno 2008

Sono contento di constatare che a volte l’allusione al mondo LGBT (Lesbiche, Gay, Transessuali, Bisex), viene fatta con raffinatezza e slancio creativo, anzichè mostrando solamente due uomini o due donne in atteggiamenti lascivi: scelte quest’ultime ahimè molto più frequenti, ma che più che parlare al mondo gay, parlano più spesso alle pruderie di insospettabili borghesi.

Invece, nel caso di Mercedes Classe A, “Nuova Generazione” (per l’appunto) l’esibizione della femminilità, etero o gay che sia, rifugge totalmente dai modelli stereotipati, e già questa è una buona notizia. Ancora più che nel precedente spot Classe A, “la principessa sul pisello” (quello di Classe A è a tutti gli effetti un “L world” ultimamente)

In questo nuovo spot c’è un’indubbia allusione all’immaginario gay al femminile, che è probabilmente la chiave giusta per parlare a TUTTE le donne in modo originale, per rassicurarle e allo stesso tempo cogliere lo spirito innovatore di cui sono portatrici in questo momento storico, a livello di anticonformismo, di coraggio, di scelte.

Mi spiego: la casa tedesca, o meglio la sua agenzia pubblicitaria (onore al merito) è riuscita a cogliere in modo orginale l’aspetto solidaristico e multiforme delle donne come categoria “istituzionale”, e questo rientra nei valori del brand Mercedes, molto solido e rassicurante, oltre che prestigioso, gratificandole nel loro ruolo di “eroine” del quotidiano.

Ma allo stesso tempo è riuscita a conferire al prodotto, attraverso l’allusione gay, un tocco di sensualità senza essere esplicito o volgare, sopperendo proprio a quella “istituzionalità” del brand Mercedes che diventa un limite nel momento in cui ostacola il dialogo della marca con gli strati più dinamici e innovativi, ovvero i famosi trend setter, che nella comunità gay, sia maschile che femminile, sono la maggioranza.

Perchè, e qui veniamo al punto secondo me più interessante, uno spot di questo tipo parla non solo alle donne omosessuali ed eterosessuali, ma sicuramente anche agli uomini omosessuali; d’altra parte se si pensa al prodotto classe A, è impensabile che sia rivolto solamente ad un mercato femminile.

E se si pensa ai prezzi dei beni Mercedes, si capisce che la comunità LGBT, con il suo +38% di reddito disponibile, è sicuramente un buon target per questa autovettura.

Nel complesso uno spot di ottima qualità – a partire dalla musica, la 9 in re minore di Beethoven – non poteva che valorizzare al meglio anche l’ingrediente “speziato” dell’omosessualità.


Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.