L’italiana Fiat 500C eletta auto Europea Gay 2010

9 febbraio 2010

È di qualche giorno fa la notizia che la community europea di gay appassionati di motori Ledorga ha eletto la Fiat 500C come Auto Europea Gay del 2010. Già negli scorsi anni, le cabrio si erano affermate come le auto preferite dagli automobilisti gay e nel 2008 la 500 si era guadagnata, sempre secondo Ledorga, la qualifica di “auto gay”. Tra le preferenze raccolte dall’associazione, i modelli in lizza per contendersi il titolo di Auto Europea Gay del 2010 erano quattro: le cabirio Aston Martin DBS Volante, Alfa Romeo 8C Spider, FIAT 500C e la Toyota IQ, un modello simile all’enorme successo Smart del gruppo Daimler AG, ma con quattro posti. Su tutte, ha vinto la torinese 500C apprezzatissima per la scelta di non puntare su un modello completamente decappottabile ma su tettuccio che si apre fino ai poggiatesta dei sedili posteriori.

A conquistarsi il titolo di Brand Automobilistico Europeo Gay, invece, è stata , a detta di Ledorga “vincitrice assoluta fin dall’inizio dell’elezione”. Le auto della serie C hanno avuto un discreto successo tra i consumatori omosessuali. In più, l’azienda ha sostituito lo storico logo formato da due galloni bianchi su sfondo rosso, con due nuovi simboli dalle linee arrotondate color argento. Inoltre, il C24, lo showroom parigino aperto agli Champs Elysées, è molto frequentato. Visitandolo è possibile venire a conoscenza di tutte le novità in un locale di gusto. Gli amanti di motori di tutta Europa che frequentano Ledorga sembrano avere apprezzato molto l’operazione di ringiovanimento globale portato avanti dal marchio francese al punto da assegnargli il titolo di miglior brand del 2010.


Dati Nielsen: Gay.it leader dell’informazione lgbt

4 febbraio 2010

Con 458.831 visitatori nel primo mese del 2010 Gay.it può vantare il primato di network gay italiano più visitato e apprezzato dalla comunità glbt. Ne danno conferma i dati pervenuti dai report Nielsen SiteCensus, lo strumento di misurazione dell’audience e dei comportamenti online più affidabile e usato dai network web. Sono stati esattamente 28.163 i “browser unici giornalieri” stimati dall’Istituto nel solo mese di gennaio, una cifra che comprende sia gli accessi al portale Gay.it sia quelli della sua community Me2.it. Un dato significativo che supera di oltre tre volte il numero degli utenti unici giornalieri rilevati da Audiweb per i due più grandi competitors nazionali e che mette in evidenza la preferenza degli utenti internet al nostro servizio d’informazione, anche a distanza di 11 anni dalla nascita del portale Gay.it.

Ottimo il dato della permanenza dei lettori sui due siti: oltre nove minuti in media sulle pagine del network. Il dato denota un forte interesse per i contenuti di Gay.it – notizie aggiornate quotidianamente, articoli di approfondimento, cinema, lifestyle, interviste, domande agli esperti (avvocati, psicologi, medici, infettivologhi), forum, blog e annunci economici, guida gay e lesbica d’Italia – che ogni giorno riescono ad incuriosire e coinvolgere attivamente più di un terzo dei visitatori complessivi del network. Fortissima ovviamente rimane la community di Me2 che permette ad oltre 200.000 utenti iscritti di chattare, inviare messaggi, incontrare nuovi amici e farsi conoscere in maniera semplice e gratuita, ed a molti altri di conoscere persone in chat in forma anonima.

Le statistiche SiteCensus e Audiweb, seppur con metodologie di misurazione diversa -  la prima conteggia i browser unici giornalieri, mentre la seconda stima gli utenti unici – mettono in evidenza il traffico decisamente inferiore dei siti concorrenti rispetto a quello generato da Gay.it che, affidandosi al servizio offerto dal rinomato gruppo Nielsen, punta ad informare con candenza mensile e in modo trasparente i suoi lettori. Dati chiari e verificabili che dimostrano come gli utenti, grazie alla loro partecipazione, continuano a scegliere la più solida realtà imprenditoriale del mercato gay italiano. E la visualizzazione di 13.584.337 pagine web nel mese di gennaio ne è l’ultima prova.


“Gay, tutti a Brighton!” ve lo chiede il Consigliere

1 febbraio 2010

Nuovo successo per il turismo gay mondiale. Il Consiglio comunale delle città di Brighton e Hove ha riconosciuto all’Lgbt Pride festival un’importanza fondamentale per l’economia della città al punto da prendere accordi pubblicitari con Visitbritain.com, la guida turistica ufficiale della Gran Bretagna, per apparire in una campagna promozionale volta ad attirare i turisti gay americani.

Ricerche di mercato lgbt hanno dimostrato che i turisti statunitensi stanno programmando per i tre anni a venire una maggior quantità di viaggi oltreoceano e il Consiglio di Brighton farà il possibile per invitare gran parte di essi a scoprire quello che la loro splendida cittadina ha da offrire. Brighton, che punta a rimanere la migliore destinazione gay, lesbica, bisessuale e transgender dell’Inghilterra, continua a primeggiare nella lista delle città più visitate in accoppiata con Londra.

«Prendere parte a questa campagna consoliderà la nostra posizione sulla mappa internazionale dei viaggi glbt» ha affermato il Consigliere David Smith, che ha poi spiegato come Brighton stia puntando alla crescita di nuovi mercati: «Abbiamo un’eccezionale scenario lgbt in termini di intrattenimento, cultura e luoghi, – e ha concluso – il Consiglio sta facendo tutto il possibile per aiutare a crescere queste attività in modo che i turisti possano divertirsi».

Il Consiglio comunale ha deciso di puntare tutto sulla 18esima edizione del Pride festival di Brighton, conosciuto come uno dei più famosi festival europei mettendo a disposizione un finanziamento di 20.000£. Denaro che va ad aggiungersi ai 14.000£ raccolti grazie a donazioni online e alla raccolta fondi organizzata da associazioni, sponsor e partners. La posizione finanziaria del festival è stata inoltre assicurata da un taglio di costi che ha permesso un ulteriore risparmio di 11.000£.

La nuova edizione del festival glbt di Brighton si svolgerà dal 31 luglio all’8 agosto con l’obiettivo di promuovere l’educazione all’uguaglianza e alla diversità nei confronti della comunità lesbica, gay, bisessuale e transessuale attraverso la creazione e il sostegno di eventi che celebrano la vita lgbt.


Turismo gay senza crisi, l’Ue scommette su loro (ANSA)

14 dicembre 2009

di Valentina Roncati

ROMA – Il turismo gay non conosce crisi, anzi, è uno dei segmenti in crescita. A tal punto che Assotravel, associazione che riunisce agenzie di viaggio e che é legata a Confindustria, ha organizzato, per il 10 e l’11 dicembre a Roma e a Milano, un seminario rivolto agli agenti di viaggio dal titolo: “Il Mercato del gay travel: le principali destinazioni turistiche e come relazionarsi con il viaggiatore gay.

“Assotravel promuove il corso con l’intento di offrire agli agenti di viaggio la possibilità di conoscere e approfondire questa sempre più consistente, in termini di valori economici, nicchia di mercato – spiega Andrea Giannetti, presidente di Assotravel – e conseguentemente l’associazione sostiene qualsiasi tipo di specializzazione presso le aziende del settore: che si tratti di surfisti australiani o di alpinisti himalayani, è un forte valore aggiunto che descrive la capacità di approfondimento verticale e di approfondimento dell’agenzia di viaggio che è quindi in grado di gestire fabbisogni specifici”. “Questo segmento non risente della crisi perché per i gay il viaggio ha un valore di libertà al quale raramente si rinuncia, il viaggio è un’esigenza vera, soprattutto per chi, in Italia, vive in piccole realtà”, spiega Daniele Iannaccone, responsabile marketing di Gay.it.

Inoltre il reddito medio dei gay è del 38% superiore a quello della media italiana. In Spagna è stato calcolato che il turista gay spende in media il 30% in più degli altri, con una media di circa 130 euro al giorno. E il 31% degli omosessuali, in Italia, lo scorso anno ha fatto una vacanza in crociera. Le mete più gettonate dai turisti gay sono Gran Canaria in estate e le capitali europee in inverno, soprattutto Londra, Barcellona e Berlino, ma anche Vienna che, spiega Iannaccone, negli ultimi anni si è posizionata a favore del target gay più ricco, fornendo ad esso cultura e divertimento. Così anche Bruxelles, che sta orientando la propria offerta sempre più a favore di questo segmento di mercato. talia il giro d’affari del turismo omosessuale equivale al 7% del fatturato complessivo del turismo: una nicchia di mercato, se paragonato ad altri Paesi esteri, dove è ormai un segmento turistico al pari degli altri. Negli Stati Uniti genera acquisti per 610 miliardi di dollari, di cui circa 55 milioni solo per turismo.

Proprio per sviluppare questo segmento, nei mesi scorsi è stato siglato un accordo pluriennale tra Ttg Italia (società che si occupa di comunicazione e servizi per le imprese del turismo) e Iglta (associazione che riunisce nel mondo tutti i protagonisti del turismo gay), che ha previsto l’organizzazione di giornate di formazione ad hoc per gli agenti di viaggio, i direttori e gli addetti al ricevimento alberghiero.


Spagna: il 2009 conferma l’importanza del turismo gay

3 settembre 2009

SPAGNA: UN BUSINESS TURISMO GAY, SPENDONO IL 30% DI PIU’ (ANSA) – MADRID, 1 SET – E’ un business sempre piu’ ricercato e lucroso in Spagna quello del turismo gay, secondo uno studio di Turespana, l’istituto del turismo iberico, di cui riferisce l’edizione elettronica di El Mundo. Il turista omosessuale spende in media il 30% piu’ degli altri turisti, con una media di circa 130 euro al giorno. La Spagna e’ uno dei Paesi leader per il turismo omosessuale, con formule ’sol y playa’ (sole e spiaggia) nelle Canarie, a Ibiza, Sitges, Benidorm o Torremolinos, o grazie al fascino esercitato da alcune sue grandi citta’ storiche come Madrid, Barcellona, Valencia, Siviglia, Bilbao. Diversi tour operator spagnoli si sono specializzati nel ‘turismo gay’. Secondo lo studio, il maggior numero di turisti omosessuali stranieri in Spagna proviene da Usa, Regno Unito e Germania. Turespana stima che la spesa maggiore dei turisti gay non sia dovuta a maggiori risorse ma al fatto che, avendo generalmente meno responsabilita’ familiari, possano spendere di piu’ in viaggi, vita notturna, acquisti di moda, tecnologia, cure estetiche e salute. (ANSA). CEF 01-SET-09 14:46 NNN


Revuelta: quando la crociera gay fa parlare l’italia

4 maggio 2009

la prima crociera gay italiana

la prima crociera gay italiana

I maggiori quotidiani nazionali, le radio e le televisioni si sono occupte in questi giorni in quello che potrebbe essere il nuovo fenomeno tra gli eventi gaii italiani: Revuelta. Più che il fatto in sè (la crociera indirizzata ad un pubblico gay esiste da anni negli USA, e fa parte di quelle vacanze tematiche simili a quelle per singles, patiti dell’avventura, ecologisti, che mostrano la grande attitudine d’oltreoceano per il “community marketing”) è il progetto di comunicazione che fa parlare e di cui vale la pena parlare.
Ad iniziare dal nome, Revuelta: una rivolta di sapore spagnoleggiante, ma anche una semplice vacanza di 4 giorni andata/ritorno Roma – Barcellona, quindi un perfetto equilibrio tra divertimento -a bordo Fabio Canino, deejay internazionali ed ogni comfort – , aspetto sociale -saranno celebrati dei matrimoni omosessuali simbolici- , e normalità, di un viaggio che ci si augura possa assumere il valore di una normalizzazione nella percezione della condizione omosessuale.
Progetto di comunicazione, ad oggi, perfettamente riiuscito: basti ascoltare l’MP3 del simpatico siparietto tra Linus di Radio Deejay e Fabio Canino, che tra il serio ed il faceto parlano dell’iniziativa. http://linus.blog.deejay.it/2009/04/28/la-crociera-gay/
D’altra parte il progetto è figlio delle due principali realtà del marketing gay italiano, Gay.it / COM.MA da un lato e Gay Village / ArtMediaMix dall’altro, che “minacciano” nuove, irriverenti iniziative congiunte a breve.
Una presentazione di Revuelta tratta appunto da www.gay.it:
Per una presentazione
Il fenomeno delle navi per clientela gay è partito dagli Stati Uniti per poi espandersi in Europa. In Italia sarà la prima volta. E solcherà i mari con a bordo molti pirati moderni.
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Gay.it - Anche l'Italia avrà la sua crociera gay225 metri di lunghezza per 30 di larghezza. La prima crociera gay italiana sarà un vero e proprio appuntamento storico, e per questo non poteva che solcare i mari fra Civitavecchia e Barcellona con il più grande traghetto del Mediterraneo, la Cruise Barcelona (in foto).

Gay.it - Anche l'Italia avrà la sua crociera gaySi chiama Revuelta, in spagnolo “Rivolta”, l’evento che per tre giorni – dal 19 al 22 settembre – farà divertire i clienti a bordo di questo gigante dei mari e il perché ce lo spiegano dall’organizzazione: “La rivolta è quella dei 2500 potenziali clienti che la nave è in grado di ospitare e che, come moderni pirati, andranno alla pacifica conquista della capitale gay d’Europa, a caccia del tesoro dei diritti che a loro sono negati in patria”.


Gay.it - Anche l'Italia avrà la sua crociera gayBarcellona. Là li aspetta la festa speciale con il Dj che a New York e Miami è leggenda, Hector Fonseca (in foto). Prima e dopo, sulla Cruise Barcelona, sarà tutto un susseguirsi di eventi: dai party a bordo piscina con Francesco Belais e Lusky dj, allo spettacolo di Fabio Canino, dalle feste a tema con Regina Miami al cabaret in stile Zelig della Cesira. I marinai – ma qua sono intesi in modo particolare e non issano l’ancora o le scialuppe – a far da contorno.

Gay.it - Anche l'Italia avrà la sua crociera gayIl sito ufficiale dell’evento è raggiungibile su www.revuelta.it dove sono disponibili anche i prezzi e la possibilità di acquistare il biglietto online.


Sui cosiddetti mutui gay

5 marzo 2009

A proposito di banche e gay: molto bello lo spot di questa banca argentina, una banca in grado “di cambiare”, addirittura come il sesso di un(a) sua cliente.

Ma qui in casa nostra e’ la banca BHW ad avere cambiato, forse impercettibilmente,  ma comunque piu’ di molte battaglie politiche, la percezione concreta della “coppia omosessuale” .

Mi riferisco alla notizia di ieri:  la banca tedesca BHW, da poco approdata sul mercato Italiano,  intende offrire mutui con spread agevolato anche alle coppie gay.

Ne hanno parlato tutti, dal Corriere a Repubblica a Panorama, dai principali medium gay. come Gay.it, ai piccoli, ma vitalissimi blog queer, alle associazioni (Arcigay).
Da parte di BHW: mossa di marketing fondata su analisi obbiettive o  semplice mossa pubblicitaria molto azzeccata da parte della banca?

E,  lato comunicazione/media,  giusto rilievo dato ad una notizia importante, o eccesso di clamore?

Dal punto di vista del marketing si tratta sicuramente di una iniziativa intelligente.

Gli omosessuali, con una disponibilita’ economica maggiore della media, tendenzialmente senza prole, sensibili ai riconoscimenti nei conforonti dei loro diritti, sono un ottimo target e credo apprezzeranno.

Sulle intenzioni reali dell’azienda credo di poter portare la mia piccola testimonianza dopo aver sentito i responsabili markting della banca, che sono in realta’ i primi ad essere molto sopresi da tutto questo clamore.

Le loro parole, che riporto informalmente, tendono in realta’ a ridimensionare la notizia.

Infatti, affermano, BHW ha semplicemente equiparato le coppie omosessuali ad altre persone appartenenti ad altre categorie convezionate che richiedono mutui , ossia alle quali la banca intende rivolgersi con una proposta vantaggiosa, o competitiva sul mercato.

Soprassiedo qui sulla comparazione tecnica delle varie offerte di mutui italiani, con o senza convenzione, con o senza vantaggio, per capire se davvero BHW offra davvero un prodotto innovativo o conveniente oppure no, sono questioni tecniche e poco interessanti.

Mi limito a citare le disarmanti,  e illuminanti (sul ritardo dell’Italia), parole di uno stupito manager di BHW:

“Siamo davvero sorpresi che una semplice questione di buon senso, che prendevamo per scontato passasse inosservata, dato che in Germania cosi’ e’ stato, faccia cosi’ tanta notizia in Italia”.

Ma non eravamo in Europa anche noi?

Ecco al riguardo l’intervista a Panorama del direttore di Gay.it Alessio De Giorgi.


da Affari Italiani: pubblicitari, investite in internet.

11 febbraio 2009

Dato che www.gay.it è il principale medium del cosiddetto “marketing gay” e internet è per gli omosessuali un fondamentale luogo di aggregazione e di superamento di barriere spaziali temporali e pregiudiziali, pubblico questo interessante articolo sulle prospettive della rete nel 2009 tratto da www.affaritaliani.it.

La contrazione dell’economia spingerà gli investitori in pubblicità a ridimensionare la presenza sulla carta stampata e li spingerà a concentrare le risorse sulla televisione e sui mezzi di comunicazione digitali, i soggetti che stanno inesorabilmente sottraendo spazio ai media tradizionali. Gli autori di questa previsione, gli analisti di Equita Sim hanno consigliato agli investitori di vendere i titoli delle tre grandi società editoriali italiane: Rcs, Mondadori e L’Espresso. Unica indicazione di acquisto per il settore è Dada, una società che opera sulla Rete e che nell’ultimo anno è stata poco o nulla penalizzata dalla recessione e dalla discesa dei consumi. Rcs MediaGroup ha presetato i dati preliminari lunedì e le cifre, pur essendo in linea con le attese, hanno confermato che lo scenario è pesante. Gli analisti si aspettano per il 2009 un calo della pubblicità del 9% per i giornali italiani, -12% per quelli spagnoli. Per effetto della contrazione del fatturato, il margine operativo lordo si dovrebbe portare a circa 210 milioni di euro. “Su queste stime, il rapporto tra debito e margine operativo lordo salirebbe a cinque volte, il rientro dal debito diventerebbe una priorità. Ipotizzeremmo dividendi nulli per un paio di anni”, si legge nella nota. L’Espresso sarà penalizzato in modo pesante dalla fuga degli investitori dalla carta stampata. Gli analisti hanno rivisto al ribasso le stime sulla raccolta pubblicitaria del 2009 e ora si aspettano un calo del 9% dal -4% atteso in precedenza. Gli allegati dovrebbero registrare una perdita del 15% sul 2008 e l’utile fermarsi a 22 milioni di euro: nessuno dividendo in arrivo per il 2008 e per il 2009. “Riteniamo importante per la società una ulteriore azione sui costi”, è il consiglio alla famiglia De Benedetti che arriva dal broker milanese. Non sfugge alla mannaia di Equita neanche Mondadori, la tenuta alla crisi dell’area libri (40% del margine operativo lordo) non basta a bilanciare la discesa della diffusione dei periodici. Per la Casa di Segrate il 2008 dovrebbe chiudersi con una contrazione dei ricavi delle vendite dei magazine del 5%, il 2009 del 4%. Silvio Berlusconi e figli dovranno probabilmente accontentarsi di cedole meno ricche: gli analisti hanno tagliato le stime sul dividendo e ritengono che la società dovrà essere più cauta nella remunerazione degli azionisti.


Philip Satinelle inaugura un 2009 ….super friendly!

8 gennaio 2009

Innanzitutto un 2009 superfriendly a chiunque segua questo blog.

Sono contento di aprire l’anno con questo splendido spot di Philips Satinelle Ice, in realtà già passato fuggevolmente lo scorso autunno sulle nostre TV, ma riproposto in questi giorni.

Un utilizzo di creatività gay friendly, per una volta, non troppo stereotipato e sopratutto non macchiettistico: direi una bella pagina per la creatività pubblicitaria in generale, non solamente per la comunicazione queer.


La rete nella rete: perchè gli omosessuali sono early adopters del networking?

9 dicembre 2008

Internet -oramai si sà- ha modificato profondamente la nostra percezione della realtà. Oggi la domanda “quanti amici hai?” significa quanti contatti sono presenti nel nostro network di Facebook, non “con chi vai a mangiare la pizza il sabato sera?” :-) .

In sostanza internet, data la sua quasi gratuità e pervasività, ci ha dato la possibilità di travalicare limiti fisici, temporali, e anche sociali, se vogliamo, per stabilire una relazione ponteziale con infiniti individui, invece dei 30 o 50 o 100 delle vite pre-internet.

Fantastico, un sogno….Importa qualcosa se sto ancora aspettando un invito per la pizza il sabato sera anche se su FB ho 156 amici :-D ?

Ma ogni relazione, anche la più futile, ha un denominatore, ovvero la base sulla quale essa è costituita. Su FB per esempio la base è sufficiente “conosco te o qualcuno che ti conosce”. Su myspace, che l’anno scorso era “il social network”, ora sembra già vecchio, il motivo è spesso artistico (fare musica, fare la modella) o simili. Anche il denominatore sessuale o amoroso è -ovviamente- uno straordinario catalizzatore, ed infatti è stato il motore dei primi social network volti alla ricerca dell’anima gemella (meetic, be2, e loro antenati, quando ancora non si usava l’etichetta “social network”).

Tutti questi strumenti sono utili complementi a vite che comunque non hanno ostacoli di sorta anche ad una socializzazione off line.

Ma pensiamo invece alla condizione omosessuale. Gli omosessuali sono tra il 5 ed il 10% della popolazione. Questo già significa che statisticamente hanno da 1/10 ad 1/20 di probabilità rispetto ad un eterossesuale di conoscere o incontrare un altro omosessuale.

Inoltre: in moltissimi luoghi geografici o sociali sussistono difficoltà nel dichiararsi e nell’accettare l’omosessualità; ecco un’altro ulteriore ostacolo alla socializzazione basata sull’identità sessuale.

Questi problemi, prima di internet e dei telefonini, davano come output la costituzione di luoghi deputati all’incontro tra omosessuali.

Prima bar, poi divenuti spesso circoli Arcigay, e una serie di locali più o meno ghettizzanti, dalla dark room alla sauna, fino ad alcuni parchi o piazze , o le più comuni discoteche, ai pride, ma sempre con un comune denominatore: il legame con la realtà cittadina, provinciale o regionale, e con circuiti “fisici”.

Voglio dire che se per gli eterosessuali internet ha rappresentato una liberazione da molto punti di vista, per gli omosessuali lo è stato ancora di più.

Ha permesso per esempio di fare conoscenze in rete nelle community dedicate (come ad esempio www.me2.it, la più grande in Italia) e non aver bisogno di conseguenza dei bar o dei circoli (pur restando liberi di andarci)

Ha permesso di prendere coscienza, di sfogarsi, di condividere i propri dubbi, di rassicurarsi, di informarsi con media gay, come www.gay.it, il più conosciuto (che proprio per i costi limitati di internet possono raggiungere milioni di persone senza gli investimenti necessari per un quotidiano o un magazine).

Ha permesso di esprimere una sub-cultura (nel senso antropologico) aperta anche agli eterosessuale, in quanto la relazione virtuale gode di maggior apertura e libertà, essendo anonima e non vincolata a presenza fisica (posso sostenere una causa “gay” anche se non vado ad un pride scrivendo una mail, un post, firmando una petizione on line ecc ecc)

Ecco perchè gli omosessuali, secondo l’Eurisko, navigano in internet il 67% del tempo in più rispetto alla media italiana.

Ec ecco perchè posseggono il doppio dei telefonini abilitati alla navigazione internet, oltre ad acquistare di più on line e a usare moltissimo conti bancari on line e strumenti di finanza virtuale…..

E nonostante ciò, il sabato vanno a mangiare tutti insieme… forse non la pizza, ma il  sushi  :-D