Mercato Gay


Campionati Europei Gay Friendly: Italia - Uk 2-0
25 Giugno 2008, 10:41 am
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http://video.corriere.it/?vxSiteId=404a0ad6-6216-4e10-abfe-f4f6959487fd&vxChannel=Dal%20Mondo&vxClipId=2524_c232e7b6-4214-11dd-b0b2-00144f02aabc&vxBitrate=300

Dato il clima (virato in inesorabile tristezza dopo l’eliminazione con la Spagna), mettiamola sullo sportivo: per una volta l’Italia batte il regno unito, quando a tolleranza verso forme di comunicazione gay friendly, per 2 a 0. Mentre infatti in Italia girano con apprezzamento dei più gli spot di Philips, delicato, emozionante, e transgender, e di Mercedes Classe A Nuova Generazione, spettacolarmente lesbico, in Uk si mette al bando la pubblicità di una maionese per un semplice e casto bacio tra una coppia gay. (ovviamente si tratta di un giochino in spirito “euro 2008″, le Philips e Mercedes sono sicuramente on air anche in Uk). Da chiarire anche che è la prima vittoria dopo una lunghissima serie di sconfitte: un po’ come per la Spagna contro di noi…..sigh!



Nuova Mercedes Classe A….o Classe L ?
20 Giugno 2008, 11:04 am
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Sono contento di constatare che a volte l’allusione al mondo LGBT (Lesbiche, Gay, Transessuali, Bisex), viene fatta con raffinatezza e slancio creativo, anzichè mostrando solamente due uomini o due donne in atteggiamenti lascivi: scelte quest’ultime ahimè molto più frequenti, ma che più che parlare al mondo gay, parlano più spesso alle pruderie di insospettabili borghesi.

Invece, nel caso di Mercedes Classe A, “Nuova Generazione” (per l’appunto) l’esibizione della femminilità, etero o gay che sia, rifugge totalmente dai modelli stereotipati, e già questa è una buona notizia. Ancora più che nel precedente spot Classe A, “la principessa sul pisello” (quello di Classe A è a tutti gli effetti un “L world” ultimamente)

In questo nuovo spot c’è un’indubbia allusione all’immaginario gay al femminile, che è probabilmente la chiave giusta per parlare a TUTTE le donne in modo originale, per rassicurarle e allo stesso tempo cogliere lo spirito innovatore di cui sono portatrici in questo momento storico, a livello di anticonformismo, di coraggio, di scelte.

Mi spiego: la casa tedesca, o meglio la sua agenzia pubblicitaria (onore al merito) è riuscita a cogliere in modo orginale l’aspetto solidaristico e multiforme delle donne come categoria “istituzionale”, e questo rientra nei valori del brand Mercedes, molto solido e rassicurante, oltre che prestigioso, gratificandole nel loro ruolo di “eroine” del quotidiano.

Ma allo stesso tempo è riuscita a conferire al prodotto, attraverso l’allusione gay, un tocco di sensualità senza essere esplicito o volgare, sopperendo proprio a quella “istituzionalità” del brand Mercedes che diventa un limite nel momento in cui ostacola il dialogo della marca con gli strati più dinamici e innovativi, ovvero i famosi trend setter, che nella comunità gay, sia maschile che femminile, sono la maggioranza.

Perchè, e qui veniamo al punto secondo me più interessante, uno spot di questo tipo parla non solo alle donne omosessuali ed eterosessuali, ma sicuramente anche agli uomini omosessuali; d’altra parte se si pensa al prodotto classe A, è impensabile che sia rivolto solamente ad un mercato femminile.

E se si pensa ai prezzi dei beni Mercedes, si capisce che la comunità LGBT, con il suo +38% di reddito disponibile, è sicuramente un buon target per questa autovettura.

Nel complesso uno spot di ottima qualità - a partire dalla musica, la 9 in re minore di Beethoven - non poteva che valorizzare al meglio anche l’ingrediente “speziato” dell’omosessualità.



Quali sono le aziende ed i marchi percepiti come più gay friendly?

Fantastico! Per una volta la mia preziosa redazione a Gay.it scrive un articolo di marketing che posso comodamente copiare ed incollare! Riguarda la percezione dei marchi gay friendly in America. Il prossimo post riguarderà le compagnie più friendly italiane (e quello lo dovrò per forza scrivere io, uff ;-)Buona lettura.

Una ricerca condotta da una nota agenzia pubblicitaria, stila un elenco delle compagnie più gradite al target LGBT nordamericano. Molti i nomi noti anche in Italia, ma la fanno da padroni i canali TV.

Una famosa agenzia di pubblicità statunitense, la Prime Access, ha svolto una ricerca nel mercato nordamericano per scoprire quali sono le aziende più gay friendly, o quanto meno quelle che così vengono percepite dalla comunità LGBT a stelle e strisce. Al primo posto si attesta il network televisivo ‘Bravo’ per il gran numero di programmi mirati ad un pubblico gay che manda in onda.

Al secondo posto troviamo Apple. L’azienda di Steve Jobs ha appena lanciato, con grande clamore, la seconda versione del suo smartphone, l’iPhone 3G, e c’è già chi scommette che sarà gettonatissimo dai consumatori gay, non solo statunitensi. Al terzo posto troviamo Showtime, canale della tv via cavo con un’ampia gamma di programmi targati ‘queer’ (Due nomi fra tutti, ‘The L World’ e ‘Queer as Folk’) che conduce una campagna di lotta all’Aids. Quarta, la pay tv HBO e quinta AbSOlUt. Al sesto posto troviamo il famoso brand di abbigliamento giovanile Levi’s che da tempo ha lanciato una serie di spot e campagne pubblicitarie che definire ammiccanti nei confronti dei gay è poco.

La settima in classifica è American Express che pare abbia anche assunto dei consulenti gay per studiare e seguire gli investimenti fatti più comunemente dalle coppie gay e lesbiche statunitensi. Seguono nell’ordine Starbucks, America Airlines, Target, Statum, la casa automobilistica Subaru e Bacardi.
Da tempo, le aziende nordamericane hanno preso consapevolezza dell’importanza del target gay e lesbico nel mercato attuale. Lo dimostrano le recenti scelte sia per quanto riguarda l’offerta di prodotti che le campagne pubblicitarie. Non a caso, questo non è il primo studio del genere che viene condotto. E secondo voi, quali sono le aziende italiane più gay friendly?



Non solo marketing. Il Gay Pride: orgoglio o pregiudizio?
10 Giugno 2008, 2:00 pm
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Rubo un titolo secondo me molto azzeccato di una trasmissione di La7 per un accenno al Gay Pride.

Certo, questo è un blog di marketing, tutto al più di costume, ma non trovo giusto far finta che determinati problemi non esistano, tanto più che si sceglie una nicchia per fare comunicazione, si approfondiscono anche gli aspetti emotivi o culturali non legati a questioni socio-economiche.

Ribadisco, questo non è un blog politico o legato ad ArciGay, ma credo che chiunque abbia il dovere di dire come la pensa su questioni importanti, e la questione omosessuale è importante.

Lo è perchè riguarda il 10% della popolazione, tanti sono gli omosessuali.

Lo è perchè ancora oggi, solo per il fatto di essere omosessuali, si può essere non solo discriminati, ma anche picchiati, emarginati, ridicolizzati quotidianamente. Non ingannino le situazione di apparente totale integrazione in grandi città come Milano o Roma; la situazione nelle provincie, tanto del nord quanto del sud Italia è ancora oggi problematica.

Quindi, come per ogni situazione di disagio immotivato, trovo giusto manifestare. Poi le forme e il tono delle rivendicazioni possono essere sicuramente discusse. Però chi si occupa di Pari Opportunità dovrebbe prendere atto che la questione omosessuale va ricondotta in una prospettiva paritaria, per l’appunto.

Ma vorrei che per una volta si discutesse, oltre che degli eccessi degli omosessuali al Pride, dell’assurdità logica di chi si oppone a qualsiasi rivendicazione omosessuale. In cosa 2 omosessuali che vedono istituzionalizzata la loro unione mettono a repentaglio la “famiglia tradizionale”, per esempio? In che modo impediscono ad altri 2 eterosessuali di sposarsi e avere bambini?

Cioè mi pare permanga una logica esclusiva dei diritti, per cui se lo si dà a qualcuno lo si toglie a qualche altro. Questo è illlogico e ingiusto: i diritti, per loro natura, vanno allargati il più possibile proprio perchè non si tratta di una risorsa naturalmente scarsa, come il tempo o l’acqua, bensì una delle più alte opere di ingegno e civiltà dell’uomo, ed in quanto tale, infinitamente disponibile.

Guardate cosa succede in quasi tutti i paesi europei e oramai anche mediterranei, dove le donne e le giovani famiglie sono molto più assistite e tutelate e contemporaneamente i diritti civili degli omosessuali ampiamente riconosciuti……

 



Philips Satinelle estirpa i peli….ed i tabù!
3 Giugno 2008, 2:46 pm
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Un plauso a questa coraggiosa campagna Philips, che finalmente afferma esplicitamente ciò che tutti sapevano ma che molti (specie direttori marketing) fingono di ignorare: che i prodotti per cosmesi ed estetica, anche “mass market”, vengano utilizzati moltissimo dal pubblico LGBT, sicuramente molto attento a tutte le novità in questo campo.

I consumatori GLBT sono infatti ben 3-4 milioni in Italia, e di certo fanno anche loro la spesa quasi tutti i giorni, in virtù di un reddito molto più elevato della media, che spendono volentieri…..specie per essere più belli. Basti vedere la seguente ricerca Eurisko.

GLBT

Uomo italiano

“Spendo molto o moltissimo per la cosmesi”

 

69%

35%

“Nella scelta dei prodotti faccio attenzione alla marca”

 

55%

30%

“Uso abitualmente creme per il viso”

 

38%

10%

“Mi interessano le novità della cosmetica”

32%

7%



Clio e la polizia
3 Giugno 2008, 2:25 pm
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BURN ME2 TOUR NEI LOCALI GAY FRIENDLY DI TUTTA ITALIA
29 Maggio 2008, 10:33 am
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Milano 22 Maggio 2008- Burn, l’energy drink di The Coca-Cola Company, torna con ME2 a promuovere una serie di eventi ed iniziative. Obiettivo: creare coinvolgimento del proprio pubblico, attraverso il divertenti serate e la creazione di community

L’energy drink Burn ha scelto nel 2008 la community gay friendly, puntando ancora una volta sul mondo di internet per parlare in modo diretto e coinvolgente con il proprio target

Il Burn Tour Me2, progetto curato dall’agenzia COM.MA (Community Marketing) di Milano,
(www.commaonline.it, prima agenzia italiana specializzata sul target gay friendly) prenderà il via il 31 Maggio dal MamaMia di Torre Del Lago, in Versilia, e toccherà ben 15 locali trendy in tutta Italia, proponendo un concept innovativo basato su una gara tra aspiranti ballerini acrobatici con al centro della scena il marchio Burn.

Guidati ed istruiti dal noto performer Paolo Tuci, i partecipanti cercheranno di guadagnarsi la finale in
programma al Mardi Gras, carnevale estivo versiliano con quasi 100,000 partecipanti, facendosi acclamare nei locali e facendosi votare sul minisito tematico www.me2.it/burnme2.

Burn conferma ancora una volta la propria capacità comunicativa davvero innovativa, e soprattutto sempre più vicina alle esigenze dei suoi consumatori che grazie a Burn potranno vivere la notte fino in fondo, durante gli eventi che on line.

Sullo stesso sito, piazza virtuale della community gay friendly Me2 che conta ben 414,000 iscritti, oltre ai video delle esibizioni, si troveranno le gallery e le cronache di ciascuna serata, con la possibilità per gli utenti di segnalare la propria partecipazione ai vari eventi e di candidarsi come sfidanti per il contest di ballo.

Il tour, giunto alla seconda edizione, ha già dato ottime dimostrazioni dell’efficacia tra on line e off line: 19,000 partecipanti alle feste nella prima edizione, e ben 1,000,000 di accessi al minisito tematico, ed entrambi i dati dimostrano il successo dal vivo e on line di questa iniziativa.

per informazioni

Ufficio Stampa Coca-Cola Italia



Spendaccioni e consumisti: l’economia punta sui gay (La Stampa, 19.04.2008)

La diversità è ricchezza per tutti. Se ne sono accorti gli operatori del turismo che a un segmento di nicchia come quello degli omosessuali hanno dedicato lo stand più grande del Salone internazionale del turismo che si tiene in questi giorni a Barcellona. Sotto lo stesso tetto sono confluiti oltre 50 espositori di tutto il mondo che per il target dei gay hanno preparato pacchetti viaggio su misura. Le potenzialità di incassi non mancano. Stando alle stime, i viaggi dedicati a omosessuali e lesbiche raccolgono circa il 7% dell’intero giro d’affari generato dall’industria del turismo. E la tendenza è in crescita soprattutto in un Paese come l’Italia in cui tra mille tabù e reticenze la categoria dei gay si sta affacciando soltanto ora con più decisione al mondo dei consumi.

(continua…)



Il mercato gay? …DIABOLICO….
11 Aprile 2008, 2:53 pm
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Il marketing gay alla Bocconi
8 Aprile 2008, 4:41 pm
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Martedì scorso sono stato invitato all’università Bocconi nell’ambito della laurea specialistica in Marketing e Comunicazione per parlare di mercato gay agli studenti del professor Diego Rinallo, mio cortesissimo ospite.

Devo ammettere che ho provato una certa emozione ad entrare nel tempio della cultura economica italiana, se vogliamo ammantato di una certa sacrale austerità, per parlare di marketing gay, un fenomeno di nicchia e certo non (ancora) mainstream, almeno in Italia, almeno a livello teorico. (continua…)